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Carmelo Vigna - Ritornare ai legami

Da tempo i nostri legami sono diventati fragili: sono diventati prevalentemente oggettivi, cioè giuridicamente, economicamente, politicamente codificati. In tal modo, ognuno si ritiene politicamente “protetto” nei propri passi. E però, se ognuno vuole incassare la propria protezione in fatto di diritti, lo può fare solo se anche il suo vicino sta al gioco. Ma il gioco del vicino ha il nome del dovere, che è appunto il nome del rispetto dei diritti altrui. Ebbene, per lo più, uno di noi è pronto a reclamare il rispetto dei diritti propri, mentre è restìo a riconoscere i propri doveri. Così, nella società contemporanea “industrialmente avanzata” tutti lamentano diritti conculcati, mentre pochi riconoscono doveri da onorare. Ne viene una conflittualità endemica, che ora il dopo-coronavirus rischia di acuire fortemente.

Ma dobbiamo proprio rassegnarci alla inevitabilità del confliggere? No, non dobbiamo, direi. Ma come fare? Ebbene, proviamo un poco a far mente locale alla cosa. E cominciamo con il tener fermo un dato elementare: ogni conflitto è inevitabilmente tra nemici. I nemici poi sono tali, perché non vogliono avere legami tra loro. Basti qui rammentare che nel rapporto tra nemici è sempre in vista, in ultima istanza, l’esterminazione (più o meno simbolica) dell’avversario. L’altro in realtà viene eliminato, perché limita il nostro potere sul mondo. La nostra signoria. Due signori non sono mai compossibili, si sa. Uno dei due deve sparire. Ma poi, che razza di signori siamo, se non abbiamo dei servi? Altri, dunque, deve in qualche modo restare in vita, perché viva la nostra signoria. Ma non come signore, ovviamente. Altri può vivere accanto a noi solo come nostro servo. L’esercizio del potere umano è fondato, purtroppo e per lo più, su questa riduzione.L’umana soggettività è ridotta a manipolabile oggettività. Ora, nessun essere umano accetta volentieri la condizione di servo. Vi deve essere costretto. E quindi vuole liberarsene. E in un solo modo, a questo punto: diventando signore del suo signore. Facile immaginare che questa stessa dinamica ricomincerà tra il nuovo signore e il nuovo servo…

È possibile sfuggire a questa trappola, a patto che si rovesci la dinamica precedente, come è facile intuire. E poiché il conflitto è (in tendenza) la distruzione dei nostri legami, il rovesciamento della dinamica precedente altro non è che la costruzione o ricostruzione dei legami.

Quali legami? In breve. I veri legami sono quelli che dalla profondità della nostra libertà ci legano ad altri. Nei veri legami non siamo legati (come accade ai servi), ma ci leghiamo (come accade ai liberi). Reciprocamente e liberamente ci diciamo qualcosa come: tu sei il mio signore (e io sono il servo tuo). Così, ci offriamo a vicenda la signoria (e ci confessiamo a vicenda servi). È questo, del resto, l’unico modo perché due signori (molti signori, una infinità di signori) stiano bene insieme. Siano amici.

Dopo il coronavirus, dovremmo quindi tutti praticarequesti legami. Per contribuire a guarire le ferite di questo nostro Paese.






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